Ultima modifica: 19 Maggio 2018

Testimonianza da Sarajevo

Testimonianza scritta da Luca Majerna di 3A presentata durante la serata conclusiva con le famiglie come restituzione dell’intera esperienza del Progetto Sarajevo.

ESPERIENZA A SARAJEVO

 

Io, così come altri miei compagni, tra le 3 proposte di viaggio offerte dalla scuola, ho scelto l’esperienza a Sarajevo.
Innanzitutto, secondo me è sbagliato chiamarlo “viaggio” o “gita”, perché non abbiamo passato tutto il tempo a visitare monumenti, piuttosto che luoghi storici, come hanno fatto quelli che sono andati a Napoli o a Parigi; certo, molte cose le abbiamo viste anche noi, ma l’obbiettivo dell’esperienza a Sarajevo era un altro.

Infatti, lì, abbiamo incontrato e parlato con molte persone, testimoni e non della guerra, apprendendo una lezione molto importante; ma non di quelle che si imparano dentro le mura di una scuola, no. Noi abbiamo appreso una lezione di vita. E ognuno, da quest’ultima, ne ha tratto qualcosa di importante, un insegnamento diverso per ciascuno.
A me, per esempio, ha colpito molto come gli abitanti di Sarajevo, dopo tutto quello che hanno passato, hanno ancora voglia di andare avanti; infatti, un’altra cosa molto toccante, è stata vedere, come a Sarajevo la morte e la vita si mescolano fra di loro, ma che alla fine la vita ne esce vincitrice. Mi vengono in mente, per fare un esempio, i ragazzini dell’orfanotrofio BJELAVE che giocavano a calcio, divertendosi, su un campo dove era posta una “Rosa di Sarajevo”. Oppure i bambini che giocavano nel parco della fontana di vetro, che era puntellato di tombe.
Tornando alle mie riflessioni, l’ultima sera, in albergo, i prof ci hanno posto una domanda: “Da questa esperienza cosa lasci qui a Sarajevo, e cosa porti a Milano?”
Io ho deciso di lasciare a Sarajevo tutti i miei pregiudizi; infatti appena arrivato in città, mi sono messo a giudicare e a fare ipotesi sulla gente del posto, pensando sempre in negativo.Poi ho scoperto che tutte le mie supposizioni erano errate; i bosniaci sono molto accoglienti, e sono persone che non mollano mai. Inoltre, con la loro esperienza alle spalle, sanno cavarsela anche senza tutte le comodità alle quali noi siamo abituati.
Quello che, invece, mi sono portato a casa è il compito affidatoci dalla nostra simpatica guida:
“Con la piccola lezione di vita che vi ho dato, tornate a Milano, e là diventate, come mi piace vedervi, dei piccoli ambasciatori, capaci di creare legami tra la gente, anche e soprattutto di diversa etnia, religione, lingua e stato sociale. Tornate a casa, e unite le persone, e fate diventare la nostra società aperta e multiculturale.”
E dopo il suo ringraziamento verso di noi, ho capito subito che avrei almeno provato a portare a termine questa fondamentale missione.

Rosa nell'orfanotrofio 

PIAZZA SARAJEVO BASCARSIJA

ORFANOTROFIO DI BJELAVE TUNNEL DI SARAJEVO MOSTAR